La crisi rallenta le compravendita e quello che per lungo tempo è stato l'asset principale nel patrimonio degli italiani si deprezza senza fine. Addirittura, lo scorso anno, i ribassi sono più che raddoppiati rispetto al 2012 passando dal -2,8% al -5,6%. Lo rileva l'Istat, ricordando la crisi del "mattone", ovvero che il calo "si è manifestato in presenza una flessione del 9,2%" nelle compravendite: in particolare il calo è imputabile a una riduzione del 2,4% dei prezzi delle abitazioni nuove (+2,2% nel 2012) e del 7,1% dei prezzi di quelle esistenti (dopo il -4,9% del 2012).
Le cose, tuttavia, sono lievemente migliorate alla fine dello scorso anno: "Nel quarto trimestre 2013 - spiega l'Istat - l'indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie è diminuito dell'1,3% rispetto al trimestre precedente e del 4,8% nei confronti dello stesso periodo del 2012. Questo dato conferma una tendenza al calo congiunturale e tendenziale dei prezzi delle abitazioni in atto ormai da due anni. Mentre il calo congiunturale è la sintesi di andamenti simili registrati dai prezzi delle abitazioni nuove (-1,1%) e di quelle esistenti (-1,3%)".
4 aprile 2014