Potrebbero essere al riparo da chiusura e fallimento le imprese edili, messe in difficoltà dal ritardo dei pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni.
La Cassa Depositi e Prestiti ha messo a disposizione delle banche specifici fondi per le operazioni di sconto pro soluto dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione.
Saranno definiti nei prossimi giorni i dettagli tecnici dell’iniziativa, salutata con favore da Ance, Associazione nazionale costruttori edili, perché in grado di salvare dalla chiusura molte piccole e medie imprese. A detta del presidente Ance Paolo Buzzetti, i fondi della Cassa DD.PP. rappresentano un primo passo a sostegno delle realtà imprenditoriali, ancora in attesa di ricevere il pagamento per i lavori svolti a causa del patto di stabilità, che penalizza anche gli enti virtuosi.
Secondo Giuseppe Mussari, presidente dell’Abi, Associazione bancaria italiana, il rinnovo del plafond per il finanziamento alle piccole e medie imprese è un’ottima notizia, che conferma i risultati ottenuti sul territorio con i precedenti stanziamenti.
D’altro canto, però, la Commissione Bilancio della Camera, durante l’esame del ddl comunitaria, ha chiesto di rinviare il recepimento delle direttiva europea contro i ritardati pagamenti. Decisione duramente criticata dall’Ance e commentata con un “per non far fallire lo Stato si fanno fallire le imprese”.
A detta dell’associazione dei costruttori edili, infatti, il recepimento della direttiva è necessario per far fronte ad una situazione di crisi giudicata insostenibile, in cui le imprese attendono mediamente otto mesi per essere pagate, con punte che toccano anche i ventiquattro mesi.
3 Novembre 2011