Il Regno Unito vanta un record invidiabile: sette classi su dieci hanno la lavagna digitale.
Molto meglio che negli Stati Uniti e in Canada dove sono, rispettivamente 4 e 3 su dieci.
Il dato ha una spiegazione semplice: Londra da almeno 8 anni ha avviato la digitalizzazione nelle scuole (nel 2003 furono già stanziati 50 milioni di sterline a favore delle amministrazioni locali per l’acquisto delle nuove tecnologie educative) e ha deciso di non fermarsi. Pur con le difficoltà dovute ai conti dello Stato pesantemente in rosso, il governo Cameron cerca di non rimangiarsi la scommessa sul rinnovamento della scuola.
L’Italia, invece, rischia di restare al palo o quasi: i tagli alla spesa hanno imposto lo stop e progetti di innovazione tecnologica procedono con passo lento (parziale eccezione ne è la Provincia Autonoma di Trento che nel novembre scorso ha ordinato 1500 lavagne interattive per i suoi 400 istituti).
Per l’anno 2009-2010 era stata programmata l’installazione di 16 mila “lim” (lavagne interattive multimediali, costo da mille a 3 mila euro), il piano si è poi scontrato con le difficoltà dell’economia e con la linearità dei risparmi imposti in eguale misura a tutto il settore pubblico. Risultato: le idee ci sono, i soldi no.
Eppure la strada dell’hi-tech scolastico è obbligata e perdere l’autobus oggi significa ritardare di molto la modernizzazione educativa di un paese (è tra l’altro dimostrato che i ragazzi, in ogni ordine e grado, apprendono meglio e più volentieri se coinvolti attraverso le tecnologie introdotte nelle aule). Un futuro da fantascienza? Certo, a vedere ciò che mette in mostra la fiera del Bett di Londra c’è da restare a bocca aperta: viene voglia di tornare a scuola. Dai banchi alle lavagne interattive (il leader del settore è la Smart, azienda canadese, che opera dal 1986 e che copre il 48% del mercato internazionale), la tecnologia, anche in 3D, offre un supporto straordinario alla diffusione del sapere scientifico e letterario. Leggere, studiare, imparare diventa, oltre che utile, divertente.
Le statistiche dicono che nel mondo, per ora, solo l’8% delle classi è informatizzato e che gli studenti coinvolti sono circa 80 milioni. La modernizzazione scolastica comunque marcia: il 2008 e il 2009 sono stati gli anni orribili dell’economia. Eppure le imprese dell’high-tech scolastico non si sono fermate. Un esempio? Solo nel Nord America nel 2008 sono state vendute 256 mila lavagne interattive. Nel 2009 il numero è cresciuto a 319 mila. E nel Regno Unito le classi informatizzate da 6 su 10 sono diventate 7 su dieci. Segno che nell’istruzione molti governi e istituzioni private continuano a investire. Come è necessario.
28 Ottobre 2011