Il nuovo arrivato in casa Google si chiama World Wonders. E le meraviglie del mondo promesse dal nome sono quelle che, da oggi, si potranno visitare online all'indirizzo www.google.it/worldwonders: 132 luoghi di interesse storico-culturale in 18 Paesi diversi.
Il progetto, in collaborazione con l'Unesco, il World Monument Fund e l'agenzia fotografica Getty Images, punta a creare un contenitore virtuale del patrimonio artistico-culturale del mondo. Non ci saranno solo foto a 360 gradi dei megaliti di Stonehenge (nella foto sotto), dei templi di Kyoto o della Reggia di Versailles: ogni immagine verrà accompagnata da una scheda sul luogo a cura dell'Unesco, da immagini d'archivio Getty (unite a quelle degli utenti di Panoramio, il sito di condivisione fotografica di Google) e da video YouTube di approfondimento.
Il sito in homepage prevede al centro una «vetrina» di presentazione e in alto due menu a tendina: nel primo è possibile scegliere i luoghi per località a partire dai continenti, mentre nel secondo la selezione avviene per tema (luoghi di culto, parchi e giardini e meraviglie della lettura).
Una volta scelto, il posto si potrà visitare virtualmente grazie alla mappatura fotografica di Street View che fornisce immagini a livello stradale a 360 gradi grazie a un triciclo fotografico a pedali.
Alcune meraviglie, come la cattedrale di Avignone o la Reggia di Versailles, dispongono di Sketchup, una tecnologia per la realizzazione di modelli virtuali tridimensionali.
Tra i luoghi italiani visitabili online ci saranno l'area archeologica di Pompei, i centri storici di Firenze, Urbino, Napoli, Pisa, Villa Adriana e le Cinque Terre.
Steve Crossan, direttore del Google Cultural Institute responsabile del progetto (e mente di altre iniziative culturali targate Mountain View come l'archivio di Nelson Mandela e il Google Art Project) ha spiegato: «Il nostro obiettivo è dare nuova vita ai luoghi più significativi del patrimonio culturale mondiale e, soprattutto, di renderli accessibili a un pubblico globale». Siamo abituati ad associare la tecnologia al futuro, dimenticando quanto possa fare invece per la conservazione e la valorizzazione del passato. Ha spiegato Francesco Bandarin, vicedirettore generale della cultura per l'Unesco: «Le nuove tecnologie hanno molto da offrire nella promozione e nella salvaguardia delle bellezze culturali e naturali. Con World Wonders speriamo di riuscire a raggiungere le nuove generazioni, perché sono loro i futuri custodi del patrimonio». D'accordo Bonnie Burnham, presidente del World Monuments Fund: «Molte persone non capiscono l'importanza della tutela storica e geografica, grazie al sito impareranno quanto lavoro c'è dietro la preservazione di quello che amano».
1 Giugno 2012