I finti autovelox usati dai comuni "non sono in regola e possono anche costituire un pericolo". A dirlo non è un automobilista qualunque, ma Maurizio Lupi, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha scritto una lettera a Piero Fassino, sindaco di Torino e Presidente dell'Anci, per ribadire il suo parere negativo su questi dispositivi che sempre più comuni usano per "fare cassa" (ndr). A differenza dei veri autovelox questi sono contenitori vuoti - per lo più di plastica - che vengono posti a margine della strada "con il dichiarato intento - scrive il ministro - di condizionare la velocità dei veicoli". Peccato però che come dice Lupi questi strumenti "non sono inquadrabili in alcuna delle categorie di dispositivo o di segnaletica previste dal vigente Codice della Strada" e pertanto "non sono suscettibili né di omologazione né di approvazione o autorizzazione".
Questo limita un intervento diretto del Ministro e spiega perché ha inviato la lettera a cui ha allegato i pareri negativi già espressi in passato dagli uffici del Ministero competenti in materia (nove risposte alle richieste di comuni, forze di polizia locale e associazioni di consumatori, dal 2010 al 2014). L'argomento infatti non è nuovo. I giornali ne hanno parlato spesso e di recente un servizio andato in onda nel programma TV Le Iene ha riacceso la polemica. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Lupi si augura quindi che alla sua lettera venga data "ampia diffusione affinché le varie amministrazioni possano tenere conto delle considerazioni appena svolte nelle loro valutazioni che, peraltro, non dovranno prescindere da una valutazione complessiva della congruità della spesa, sia in termini specifici che sotto il profilo dei benefici conseguibili ai fini della sicurezza stradale". Ad ogni comune insomma è richiesto buon senso.
20 marzo 2014